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24 maggio 2021

Musicale

La newsletter sul mondo della musica a cura di Giovanni Ansaldo.

The Smile. (Dr)

Il trio che non ti aspetti Il 22 maggio al Live at Worthy Farm, un evento in streaming organizzato dal festival di Glastonbury, si è esibita una nuova band. Si chiamano The Smile e sono formati da Thom Yorke e Jonny Greenwood dei Radiohead insieme al batterista dei Sons of Kemet Tom Skinner. Come spesso succede con quello che fa Yorke, l’annuncio del progetto è arrivato a sorpresa poche ore prima del concerto. Quello che sappiamo per ora è che il gruppo ha suonato dentro una specie di capanno otto pezzi in mezz’ora, tra i quali Skirting on the surface, un brano dei Radiohead suonato più volte dal vivo ma mai pubblicato; che gli otto pezzi sono stati prodotti da Nigel Godrich, storico produttore dei Radiohead; e che il nome della band è ispirato a una poesia molto inquietante dell’autore britannico Ted Hughes. Per ora non ci sono altre informazioni. E quindi? Gli Smile faranno un album? Un tour? Oppure è finita qui? Vedremo. La prima impressione, avendo visto il concerto al Worthy Farm, è che il repertorio della nuova band peschi abbastanza dal rock, dal garage e dalla new wave, ma anche dal jazz elettrico di Miles Davis. Gli arrangiamenti sono volutamente più grezzi rispetto a quelli delle ultime uscite dei Radiohead, come se Yorke e Greenwood avessero una voglia matta di tornare a suonare insieme, come ai vecchi tempi, senza grandi sovrastrutture.

Addio a Franco Battiato Il 18 maggio è morto nella sua casa di Milo, in Sicilia, Franco Battiato, uno dei più grandi cantautori nella storia della musica italiana. Era malato da tempo. Di lui hanno scritto anche diversi quotidiani stranieri, dal francese Le Monde allo statunitense New York Times. Sul sito di Internazionale io e il mio collega Daniele Cassandro abbiamo cercato di ricordarlo a modo nostro.

Il blues del Niger Nel fine settimana appena passato è uscito Afrique victime, il nuovo disco del chitarrista del Niger Mahamadou Souleymane, in arte Mdou Moctar. Moctar suona una versione moderna della musica del suo popolo, i tuareg. È un chitarrista mancino come Jimi Hendrix, ed è famoso per essere un grandissimo performer. Cresciuto ad Arlit, nella regione di Agadez, si è costruito da solo la sua prima chitarra quando era ancora bambino, usando i fili dei freni di una bicicletta. La sua musica sa essere furiosa, ma anche dolce o psichedelica. Molto consigliato.

Economia e industria musicale

La toppa del governo Il 20 maggio il governo italiano ha approvato il decreto Sostegni bis, stanziando 40 miliardi di euro per aiutare i lavoratori e le aziende colpite dalla pandemia. Tra le molte misure incluse nel decreto ce ne sono alcune che riguardano i 43mila lavoratori dello spettacolo. Secondo il ministro della cultura Dario Franceschini si tratta di “un nuovo sistema di welfare” per il settore. Le proposte però non sono piaciute a due associazioni di categoria come La musica che gira – un coordinamento composto da lavoratori, artisti, imprenditori e professionisti della musica – e il movimento dei Bauli in piazza, famoso per le manifestazioni degli ultimi mesi a Milano e a Roma. In particolare la Musica che gira ha definito la misura del governo come “l’ennesima toppa a un paio di scarpe che oltre a essere rotte sono anche troppo strette”.

Spotify ci prova con i concerti in streaming L’azienda svedese ha firmato un accordo con l’azienda britannica Driift, specializzata nei concerti in streaming a pagamento. Spotify lancerà una serie di concerti, disponibili per gli abbonati, di artisti come Black Keys, Rag’n’Bone Man e Leon Bridges. Il biglietto per ogni evento dovrebbe costare 15 dollari. In questi giorni tra l’altro Driift si è trovata al centro delle polemiche: l’azienda infatti doveva gestire lo streaming del Live at Worthy Farm, il festival di cui parlavamo prima a proposito degli Smile, ma molti utenti, nonostante avessero pagato il biglietto, non riuscivano a vedere la diretta. Dopo un paio d’ore di ritardi e malfunzionamenti, per rimediare l’azienda ha messo il festival in streaming gratuito, facendo arrabbiare tutti quelli che avevano pagato.

Da tenere d’occhio

Joseph Shabason. (Dr)

Nome: Joseph Shabason
Città: Toronto
Genere: Jazz, ambient, indie
Perché ascoltarlo: il sassofonista Joseph Shabason negli scorsi anni ha collaborato con band come Diana e The War On Drugs, ma a partire dal 2017 ha inaugurato anche un’interessante carriera solista. Il suo ultimo disco, The fellowship, racconta la storia della sua famiglia, nella quale convivevano due fedi: quella ebraica e quella islamica. Ed è bellissimo.

La canzone

Cosmo. (Chiara Lombardi)

La terza estate dell’amore di Cosmo, uscito il 21 maggio, è un album terapeutico, proprio quello che ci voleva dopo più di un anno di pandemia. Trova nel divertimento, nel ballo, nel sesso, nel nonsense e soprattutto nella ricerca di un nuovo modo di stare insieme l’antidoto per sopravvivere al presente. Ed è perfino un disco politico, proprio per il modo in cui ci invita a liberare il nostro corpo dalla paura e dai divieti.

In uno dei brani, intitolato Antipop, Cosmo prende di mira la musica leggera italiana. “Il senso della canzone è ‘Liberate il pop’. C’è troppo conformismo in questo momento, si scimmiottano gli stranieri e si strizza l’occhio alla trap. Ma al di fuori di questo c’è ben poco, non sento artisti che hanno voglia di ribaltare il tavolo”, racconta il cantante di Ivrea. E aggiunge: “Io voglio ascoltare del pop deviato, più coraggioso. Infatti nel pezzo canto ‘Senza l’incoscienza sei morto per prudenza’. In questo momento siamo schiavi della voglia di spaccare, di fare i numeri su Spotify e YouTube. Ma quella è roba da influencer, che crea solo competizione e frustrazione tra gli artisti”.

Questa settimana su Internazionale

Sul sito ci sono i dischi da salvare di Daniele Cassandro e la canzone del giorno di Alberto Notarbartolo. Sul settimanale Claudia Durastanti ricorda Franco Battiato.

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