Copy
Pubblicità
31 maggio 2021

Musicale

La newsletter sul mondo della musica a cura di Giovanni Ansaldo.

Il Primavera sound nel 2018. (Primavera sound)

Una nuova primavera Sarà perché la Spagna è vicina, sarà perché in Italia purtroppo non c’è un evento del genere, ma nel nostro paese (perlomeno all’interno della nicchia degli appassionati di concerti) il Primavera sound di Barcellona è vissuto come se fosse una cosa di casa. E quindi l’annuncio del programma dell’edizione del 2022 ha fatto parecchio rumore, anche perché il festival è fermo da due anni a causa della pandemia e il suo ritorno potrebbe coincidere con la rinascita della musica dal vivo. Per recuperare il tempo perso, gli organizzatori hanno fatto le cose in grande, annunciando una line up distribuita su due weekend (di solito era uno solo) dal 2 al 12 giugno 2022, con eventi più piccoli anche nei giorni infrasettimanali nei locali di Barcellona. In pratica ci saranno undici giorni consecutivi di musica, con la partecipazione di circa 415 artisti. Anche questa volta la line up ha cercato di rispettare la parità dei generi e di rappresentare diversi stili musicali. Elencare tutti i nomi è impossibile (vi consiglio di provare a perdervi dentro il cartellone): The Strokes, Nick Cave & the Bad Seeds, Gorillaz, Pavement, Dua Lipa, Tame Impala, Massive Attack, Little Simz, The National, Beck, Lorde, Autechre e Tyler, The Creator sono solo alcuni degli artisti che saliranno sul palco del festival. E la cosa buffa è che il programma non è definitivo, ne verranno annunciati altri.

Al fianco della Palestina Un gruppo di artisti riunito sotto la sigla Musicians for Palestine ha firmato un appello a sostegno della liberazione della Palestina. Fra di loro ci sono Patti Smith, i Run the Jewels, i Rage Against the Machine, Julian Casablancas degli Strokes e la rapper Noname. "Oggi parliamo insieme e chiediamo giustizia, dignità e diritto all'autodeterminazione per il popolo palestinese e per tutti coloro che stanno combattendo l'espropriazione coloniale e la violenza in tutto il pianeta", si legge nella dichiarazione. Per il momento questi musicisti hanno deciso di boicottare i concerti in Israele.

Spari a un concerto a Miami Il 30 maggio due persone sono state uccise e venti sono rimaste ferite quando tre uomini armati di passamontagna hanno aperto il fuoco a un concerto che si teneva di fronte al locale El Mula Banquet Hall, nel nordovest di Miami, in Florida. Tre dei feriti sono in condizioni critiche. Nel locale si stava svolgendo un concerto rap, al quale partecipavano artisti locali come ABMG Spitta.

Economia e industria musicale

Amici scomodi In Cina l’episodio che ha riunito il cast di Friends è finito sotto la lente della censura. Il motivo non sono Jennifer Aniston e gli altri protagonisti, ma i musicisti che hanno fatto un cameo nell’episodio. Gli spettatori cinesi che hanno visto la puntata hanno notato che Lady Gaga, Justin Bieber e il gruppo k-pop Bts non erano presenti nell’episodio, come invece successo nella versione originale. Lady Gaga è considerata scomoda in Cina da quando nel 2016 ha incontrato il Dalai Lama, il leader spirituale tibetano in esilio. I problemi di Justin Bieber con le autorità di Pechino sono cominciati nel 2014, quando ha pubblicato una foto del santuario Yasukuni a Tokyo, che onora i caduti giapponesi che combatterono per l’imperatore tra l’ottocento e il novecento. E i sudcoreani Bts l’anno scorso si sono dimenticati di citare le vittime fra le truppe cinesi nella guerra di Corea, anche se le truppe cinesi combatterono dalla parte della Corea del Nord.

Campagna europea Dopo aver vinto l’Eurovision song contest con la canzone Zitti e buoni, i Måneskin stanno raccogliendo dei risultati sorprendenti nelle classifiche straniere. La band romana il 29 maggio è entrata in quella dei singoli più venduti nel Regno Unito, piazzandosi al 17° posto: “Zitti e buoni è la prima canzone in italiano a conquistare la classifica ufficiale del Regno Unito negli ultimi trent’anni. Non ci sono parole per descrivere la felicità che proviamo, siamo onorati”, ha scritto il gruppo sui social network. In realtà, come fa notare il sito Rockol, ci sono precedenti più recenti, come quello di Andrea Bocelli con il brano Con te partirò, entrato in classifica nel 1996.

Da tenere d’occhio

Mabe Fratti. (Facebook)

Nome: Mabe Fratti
Città: Città del Messico
Genere: Classica, sperimentale, jazz, elettronica
Perché ascoltarla: La violoncellista e compositrice Mabe Fratti è nata in Guatemala ma da qualche anno vive in Messico. Nel 2020 durante il lockdown ha sfruttato il tempo a disposizione per registrare i suoni degli uccelli e degli insetti nel quartiere di La Orduña, appena fuori da Città del Messico. A questi suoni ha aggiunto quelli del violoncello, dei sintetizzatori e della sua voce per creare il suo secondo album, Será que ahora podremos entendernos? (E ora saremo capaci di capirci a vicenda?). Il disco uscirà il 25 giugno, ma i primi due singoli sono molto promettenti.

La canzone

Bachi da Pietra. (Igor Londero)

Il nuovo disco dei Bachi da Pietra è, fin dal titolo, un inno al cambiamento e alla rigenerazione. S’intitola Reset e contiene diverse novità, soprattutto dal punto di vista stilistico. Al rock, al blues e al metal dei lavori precedenti si aggiunge l’elettronica, ma anche il rap (come nel pezzo Il rock è morto o in quello conclusivo Ciao pubblico). Il brano che apre l’album è quello più vicino allo stile del passato. S’intitola Di che razza siamo noi ed è costruito attorno a chitarra, batteria, basso e rintocchi di pianoforte. “L’ho scritto in un momento indefinito fra il 2017 e il 2019. All’inizio l’avevo pensato come una lettera a Bruno Dorella, il mio compagno di band. L’abbiamo registrato nel febbraio 2020, quando poi abbiamo dovuto interrompere tutto a causa della pandemia”, racconta Giovanni Succi, il leader del gruppo. “Volevamo che l’ingresso nel nuovo corso dei Bachi da Pietra non fosse troppo spiazzante per gli ascoltatori. Ci rendiamo conto che a chi ci segue chiediamo molto sforzo nell’adattarsi a quello che facciamo. E quindi perlomeno nel brano iniziale volevamo riconnetterci alle nostre radici, e infatti questo pezzo si ricollega a Primavera del sangue, che apriva il nostro primo lavoro, Tornare nella terra”, aggiunge Succi.

Di che razza siamo noi è un brano che rivendica un’alterità rispetto alla musica italiana più diffusa e popolare (“Il nazionalpopolare ci ha sempre fatto cagare”, canta Succi) e contiene una citazione di Up patriots to arms di Franco Battiato. “Più che altro è una parafrasi. Lui tra l’altro, quando cantava ‘Chi vi credete che noi siam, per i capelli che portiamo’ a sua volta citava i Nomadi. E in quello stesso brano omaggiava anche Figli delle stelle di Alan Sorrenti. Del resto Battiato era geniale, un vero postmoderno”. 

Tra gli altri pezzi del disco spicca Il rock è morto. E Succi lo spiega così: “Periodicamente leggo articoli che parlano della morte del rock, e ormai mi metto a ridere. Il rock non può morire, perché deriva dal blues. E finché non verrà completamente uccisa tutta la musica popolare non morirà. Le reazioni al rock fanno parte della sua essenza. La trap, per esempio, è musica che piace ai ragazzini e non ai genitori. È il loro rock and roll, e per questo va rispettata”.

Questa settimana su Internazionale

Sul sito ci sono i dischi da salvare di Daniele Cassandro e la canzone del giorno di Alberto Notarbartolo. Sul settimanale Claudia Durastanti parla del nuovo disco di Nicola Manzan.

Compra questo numero o abbonati
per ricevere Internazionale
ogni settimana a casa tua.

Per suggerimenti scrivi a musicale@internazionale.it
 

Qui ci sono le altre newsletter di Internazionale.

Sostieni Internazionale. Aiutaci a tenere questa newsletter e il sito di Internazionale liberi e accessibili a tutti, garantendo un’informazione di qualità.

Visita lo shop di Internazionale.