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20 novembre 2020

Sudamericana

La newsletter sull’America Latina a cura di Camilla Desideri, della redazione di Internazionale.

Una manifestazione a Lima contro la destituzione del presidente peruviano Martín Vizcarra, 10 novembre 2020. (Alex Rosemberg, Picture-Alliance/Dpa/Ap/LaPresse)

Vuoto di potere in Perù In piena crisi economica e sanitaria per la pandemia, il parlamento del Perù ha approvato il 9 novembre la destituzione del presidente Martín Vizcarra (centrista) per un presunto episodio di corruzione avvenuto nel 2014, quand’era governatore della regione di Moquegua, nel sud del paese. È stato il secondo tentativo di sfiduciare il presidente, in carica dal 2018. A settembre il congresso aveva respinto una prima mozione per indegnità morale permanente. Vizcarra si è detto innocente e ha dichiarato di andarsene “a testa alta, con la coscienza pulita e la consapevolezza di aver fatto il mio dovere”. Uno dei principali quotidiani del paese, La República, ha parlato senza giri di parole di un colpo di stato condotto da un gruppo di cospiratori in parlamento, con ramificazioni nel sistema giudiziario e in alcuni mezzi d’informazione, per mettere fine a vent’anni di democrazia. Di certo per il Perù è uno dei momenti peggiori della sua storia repubblicana, con più di 35mila morti per il covid-19 e una crisi economica i cui effetti non si sono ancora fatti sentire davvero.

Presidente per poco Al posto di Vizcarra è subentrato il presidente del parlamento Manuel Merino, del partito Acción popular. Merino si è insediato mentre a Lima centinaia di persone manifestavano la loro indignazione per l’allontanamento del presidente. La morte di due giovani manifestanti, la violenza della polizia e la denuncia di varie persone scomparse hanno portato alle dimissioni di Merino, rimasto in carica meno di una settimana. Merino aveva avuto un ruolo centrale nel primo tentativo di sfiduciare Vizcarra, cercando l’appoggio delle forze armate. Lo racconta qui il giornalista Gustavo Gorriti. Il nuovo presidente del Perù è Francisco Sagasti, ingegnere di 76 anni, scelto dal parlamento dopo due giorni di discussioni per guidare la transizione nei prossimi cinque mesi.

Per approfondire In quattro anni in Perù si sono alternati cinque presidenti, tutti accusati di corruzione. Una crisi politica che viene da lontano, coinvolge perfino un cantante ed è raccontata in questo podcast, un progetto curato dal giornalista argentino Eliezer Budasoff e dalla giornalista uruguaiana Silvia Viñas.

In breve

Belize Il Partito unito del popolo (Pup, centrosinistra), la principale formazione d’opposizione, ha vinto le elezioni legislative dell’11 novembre, ottenendo 26 seggi sui 31 della camera dei rappresentanti. Il leader del partito, Johnny Briceño, sarà il nuovo premier. Negli ultimi dodici anni il paese è stato guidato dal conservatore Dean Barrow, leader del Partito democratico unito (Udp).

Messico Il giornalista Israel Vázquez Rangel è stato ucciso a colpi di pistola il 9 novembre nel municipio di Salamanca, nello stato di Guanajuato, nel centro del paese. Lavorava per il giornale locale El Salmantino e stava facendo un servizio sul ritrovamento di alcuni cadaveri nella zona. È il terzo giornalista ucciso in Messico in meno di un mese, il settimo nel 2020.

Istruzione Il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (Unicef) ha pubblicato un rapporto che denuncia le conseguenze della chiusura delle scuole a causa della pandemia in America Latina e nei paesi dei Caraibi. Da marzo il 97 per cento delle bambine e dei bambini della regione non fa scuola in presenza, “una catastrofe generazionale che avrà conseguenze profonde su tutta la società”. Anche se molte scuole hanno attivato la didattica a distanza, milioni di alunni, soprattutto quelli delle famiglie più povere, non stanno ricevendo nessun tipo di istruzione.

Brasile Secondo i dati diffusi il 1 novembre dall’Istituto nazionale brasiliano per le ricerche spaziali (Inpe), ottobre è stato un mese terribile per gli incendi in Amazzonia e nella regione del Pantanal, la più grande pianura alluvionale del pianeta. In Amazzonia sono stati registrati 17.326 incendi rispetto ai 7.855 dell’ottobre del 2019. Sugli incendi nel Pantanal sul sito di Internazionale abbiamo pubblicato un video di Francesco De Augustinis.

Cultura È impossibile pensare al cinema argentino degli ultimi cinquant'anni senza fare il nome di Fernando "Pino" Solanas, morto a Parigi il 6 novembre. Aveva 84 anni. La sua vita artistica è sempre stata legata a quella politica dell’Argentina. Con il ritorno alla democrazia negli anni ottanta diresse i suoi film di maggiore successo, El exilio di Gardel e Sur. Nel 2001 scese in piazza con la sua videocamera per partecipare alle proteste popolari scoppiate contro la presidenza di Fernando de la Rúa, sfociate in una delle crisi economiche più gravi della storia del paese. Dal racconto di quei giorni nacque Memoria del saqueo

Musei Il movimento sociale nato in Cile nell’ottobre del 2019 per protestare contro le disuguaglianze del paese, noto come el estallido, ha avuto come centro le strade di Santiago del Cile, in particolare plaza Italia, ribattezzata dai manifestanti plaza Dignidad. Un anno dopo, non lontano da quella piazza, è stato inaugurato il Museo del estallido social, un progetto autogestito e pensato come spazio di costruzione della memoria collettiva e di confronto aperto tra cittadine e cittadini.

Città

El Alto, Bolivia. (Stephen Lux, Getty Images)

Si chiama El Alto perché si trova sopra La Paz, a quattromila metri di altezza. È una delle città più nuove del continente e in pochi anni è diventata la seconda città della Bolivia, dopo Santa Cruz. È abitata principalmente da migranti, nessun posto descrive meglio di El Alto lo spostamento dalla campagna alla città che ha cambiato la regione negli ultimi decenni. È una città indigena, tre quarti dei suoi abitanti sono nativi aymara e gli altri nativi quechua. Ha fatto irruzione nella scena politica nazionale nel 2003, durante la cosiddetta guerra del gas, mostrando a tutti il potere politico della piazza e dei poveri. El Alto è legata alla storia del Movimento al socialismo, il partito dell’ex presidente Evo Morales e del nuovo presidente boliviano, Luis Arce, vincitore delle elezioni del 18 ottobre, che in questa città ha concluso la sua campagna elettorale. Lo scrittore argentino Martín Caparrós ci è andato la scorsa primavera e qui racconta cosa ha visto.

  • Sul bilancio di quasi quattordici anni di governo di Evo Morales sul New Yorker era uscito un bellissimo articolo pubblicato anche da Internazionale qualche mese fa.

Leggere

  • Le omissioni è il quarto libro tradotto in italiano dello scrittore messicano Emiliano Monge e pubblicato dalla Nuova Frontiera. Una cronaca familiare sullo sfondo della storia recente del Messico, dalla nascita del narcotraffico ai movimenti guerriglieri degli anni settanta fino ai giorni nostri. Tre uomini della stessa famiglia, Monge nonno, padre e figlio, fanno i conti con l’impulso primordiale di lasciarsi tutto alle spalle, sparire per ricominciare una nuova vita da un’altra parte.

  • A volte non serve conoscersi né parlare la stessa lingua per ridere con un’altra persona. Il riso può sorgere all’improvviso, nei contesti meno opportuni e quando uno meno se lo aspetta. A chi non è capitato almeno una volta di ridere durante una cerimonia solenne? La risata è spontanea e contagiosa, ridono i bambini fin dai primi mesi di vita, ridono anche i tiranni e gli assassini. La risata può essere irriverente, nervosa, sarcastica e sovversiva. E in questi tempi così difficili può essere benefica e terapeutica. La Revista de la universidad de México ha dedicato al riso un numero intero. Lo potete leggere qui.

Ascoltare

  • Costruiamo noi stessi a partire dai ricordi, quindi cosa diventeremmo se all’improvviso li perdessimo tutti? È capitato a Lucía, argentina, dopo uno svenimento. Al risveglio ricordava solo la sua vita di quindici anni prima. Il marito era un estraneo, i figli due perfetti sconosciuti e la casa che condividevano un posto senza memoria. Qui parla di cosa le è successo.

  • Radio Ambulante è un podcast che racconta le storie dell’America Latina in spagnolo. Ogni episodio è tradotto anche in inglese. Il progetto è nato nel 2011 da un’idea di Daniel Alarcón, scrittore peruviano che vive negli Stati Uniti.

  • Colpiti dalla morte di cinque ragazzi afrocolombiani uccisi ad agosto a Cali, gli artisti Hendrix Hinestroza, Nidia Góngora, Alexis Play e Junior Jein hanno scritto una canzone per chiedere giustizia per le vittime della violenza in Colombia. Il brano, che unisce il suono della musica tradizionale del Pacifico colombiano al rap, grida con rabbia e fermezza che “le vite dei neri contano” e pone una domanda: ¿Quién los mató?, chi li ha uccisi?

Questa settimana su Internazionale

Sul sito

  • In Cile l’inizio del processo per cambiare la costituzione è anche una vittoria del movimento femminista, scrive Carol Pires.
  • Alberto Riva racconta Dino Saluzzi, 85 anni e in piena attività. Con il suo nuovo disco Albores il bandoneonista ripercorre ritmi e melodie di una terra che non significa solo tango.

Sul settimanale

  • Sylvia Colombo, corrispondente della Folha de S.Paulo in America Latina, ripercorre gli eventi dell’ultima settimana in Perù, che ha cambiato tre presidenti in pochi giorni. Con un editoriale dalla stampa locale sulla forza della protesta.

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