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12 maggio 2022

Africana

La newsletter sull’Africa a cura di Francesca Sibani

La raccolta del grano a Fayyum, Egitto, 5 maggio 2022. (Fadel Dawod, Getty Images)

Chi guadagna dalla fame In Africa un numero sempre maggiore di famiglie non ha da mangiare. Ci sono posti, come la Somalia, dove la situazione è già disperata. Ma ovunque i prodotti alimentari scarseggiano e costano molto cari (in media costano un terzo in più rispetto al 2021). Organizzazioni internazionali e mezzi d’informazione continuano a pubblicare rapporti, appelli e reportage per riportare l’attenzione generale sul problema, che viene generalmente attribuito all’impatto della guerra in Ucraina. Ma proprio negli ultimi mesi, fa notare The Continent, che ha partecipato a un’inchiesta del consorzio Lighthouse Reports, sono aumentate anche le speculazioni finanziarie nel settore alimentare. “Un indicatore di cosa sta succedendo arriva dal mercato del frumento macinato di Parigi, la più grande borsa dei cereali in Europa. Nel 2018 circa un quarto dei contratti alimentari che venivano stipulati erano di natura speculativa. Oggi sono i tre quarti”, racconta il settimanale sudafricano. “Un livello sano di speculazione permette agli agricoltori e ai compratori di cereali di proteggersi dai rischi e di rendere le loro entrate più prevedibili e stabili. Ma la speculazione può spingersi oltre: quando raggiunge un livello eccessivo, la domanda da parte degli investitori che cercano di trarre profitto da un aumento previsto del prezzo può causare una crescita del prezzo dei contratti future, che va oltre la legge della domanda e dell’offerta. E siccome i prezzi di questi contratti sono usati come parametro di riferimento per quelli effettivi del grano, questo influisce sul prezzo del cibo”.

Parlando con i giornalisti di Lighthouse Reports, Olivier De Schutter, il relatore speciale dell’Onu sulla povertà estrema e i diritti umani, ha affermato che questi fondi “scommettono sulla fame e peggiorano la situazione”. Tra gennaio e aprile del 2022 i fondi gestiti dalla Teucrium e dalla Invesco hanno attirato almeno 1,3 miliardi di dollari d’investimenti. Di questi, 589 milioni di dollari sono arrivati nella prima settimana di marzo, poco dopo lo scoppio della guerra in Ucraina. In confronto, in tutto il 2021 avevano ricevuto 200 milioni di dollari. Le azioni della Teucrium sono andate a ruba. La conseguenza finale è che mangiare costa di più, e non ci sono leggi efficaci per impedirlo. “Nel frattempo, pochi fanno profitti mentre molte persone soffrono la fame”.

Ancora sotto assedio Nell’est della Repubblica Democratica del Congo (Rdc) si fa un bilancio delle misure d’emergenza adottate il 6 maggio 2021, e prorogate ben 23 volte. Lo “stato d’assedio” avrebbe dovuto aiutare le forze governative a pacificare una regione dove sono attive un centinaio di milizie. In realtà nell’ultimo anno i morti sono raddoppiati e nessun gruppo ribelle è stato smantellato, anzi: gli ugandesi delle Forze democratiche alleate (Adf) hanno ampliato il loro territorio, mentre il gruppo M23 ha ricominciato a operare in Nord Kivu. Il parlamento di Kinshasa ha criticato la mancanza di strategie e obiettivi chiari, e di finanziamenti adeguati. L’8 maggio la milizia Codeco ha attaccato una miniera d’oro artigianale a Djugu, uccidendo almeno 35 persone. Il 9 maggio almeno quattordici civili sono rimasti uccisi in un attacco, particolarmente feroce, condotto nel campo profughi di Lodda. Secondo Amnesty International, le misure emergenziali, oltre a essere inefficaci, sono state sfruttate per reprimere ogni forma di dissenso. Il gruppo denuncia che due attivisti per i diritti umani sono stati uccisi dalle forze di sicurezza e altri sono stati arrestati con accuse fasulle.

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In breve:

  • Algeria Il 10 maggio il ministro degli esteri russo Sergej Lavrov è stato in visita ad Algeri, ufficialmente per celebrare i sessant’anni dei rapporti diplomatici tra i due paesi. Secondo la stampa araba, il vero obiettivo della visita era coordinarsi sulle crisi in Ucraina e in Libia, e sui mercati dell’energia. Il paese nordafricano ha stretto accordi con Italia, Spagna e altri governi europei per aumentare le forniture di gas.  
  • Desertificazione Il 9 maggio si è aperta ad Abidjan, in Costa d’Avorio, la conferenza delle parti (Cop 15) della convenzione delle Nazioni Unite contro la desertificazione. Secondo l’Onu, il 40 per cento delle terre del pianeta non coperte da ghiacci è degradato, con gravi conseguenze per il clima, la biodiversità e la vita delle persone. Ogni anno si perdono 12 milioni di ettari di terre fertili, l’equivalente del Belgio o del Benin.
  • Kenya Il gigante tecnologico Meta e l’azienda keniana a cui ha appaltato la moderazione dei contenuti su Facebook, Sama, il 10 maggio sono state citate in giudizio a Nairobi per sfruttamento dei lavoratori e per aver impedito la creazione di un sindacato. A sporgere denuncia è stato un ex dipendente sudafricano, Daniel Motaung. La sua storia era emersa in un’inchiesta pubblicata dal magazine statunitense Time sulle condizioni di lavoro disumane negli uffici di Sama.
  • Kenya Il 2 maggio il presidente keniano Uhuru Kenyatta ha annunciato un aumento del salario minimo pari al 12 per cento, fino a 13.500 scellini keniani (circa 117 dollari) al mese. L’obiettivo, ha spiegato Ke­nyatta, è aiutare i lavoratori a sostenere la crescita dei prezzi dei prodotti essenziali.
  • Marocco Quarantaquattro migranti sono morti l’8 maggio nel naufragio di un’imbarcazione al largo della regione del Sahara Occidentale. Secondo l’ong spagnola Caminando fronteras, i dodici sopravvissuti sono stati arrestati. 
  • Nigeria È stato scongiurato all’ultimo momento lo stop completo dei voli locali minacciato dalle principali compagnie aeree nigeriane, in gravi difficoltà economiche per il costo del carburante, che è triplicato in pochi mesi. Le pressioni del governo e delle associazioni dei consumatori hanno convinto le compagnie a non tenere i loro aerei a terra il 9 maggio, come avevano annunciato. 
  • Serie tv La Bbc ha annunciato che il prossimo protagonista di Doctor Who, la celebre serie fantascientifica britannica che va in onda dagli anni sessanta, sarà l’attore scozzese d’origine ruandese Ncuti Gatwa, già noto ai fan della serie Netflix Sex education.
  • Somalia Il comitato parlamentare incaricato di organizzare le elezioni ha annunciato che il 15 maggio deputati e senatori eleggeranno il nuovo presidente.

Focus

Manifestazione filorussa a Bangui, in Repubblica Centrafricana, 5 maggio 2022. (Carol Valade, Afp)

Il fascino oscuro delle criptovalute La decisione della Repubblica Centrafricana di adottare il bitcoin come valuta ufficiale ha suscitato molte perplessità. Molti si chiedono quali siano le vere ragioni che hanno spinto il presidente Faustin-Archange Touadéra a scegliere entusiasticamente la volatile moneta digitale (che ha subìto un crollo negli ultimi giorni), quando “nel suo paese, uno dei più poveri e meno sviluppati del continente, solo l’11 per cento della popolazione ha accesso a internet e solo il 15 per cento delle famiglie ha la corrente elettrica”, come ricordano gli autori di un articolo del quotidiano tedesco Die Tageszeitung che pubblichiamo questa settimana su Internazionale. “Tre quarti della popolazione vivono al di sotto della soglia di povertà, quindi non possono permettersi uno smartphone né un computer, per non parlare dei bitcoin”. Dietro questa mossa s’intravede la competizione tra potenze straniere per estendere la propria influenza in Africa e mettere mano su risorse preziose. L’adozione del bitcoin potrebbe spingere Bangui ad abbandonare il franco Cfa, che fu introdotto durante la colonizzazione francese ed è ancorato all’euro. Alcuni analisti vedono dietro questa scelta l’ombra del Cremlino. Dal 2016 la Russia ha stretto una forte relazione con Touadéra: Mosca investe in diversi progetti infrastrutturali e alcune aziende russe hanno ottenuto concessioni per l’estrazione di diamanti e oro. In futuro potrebbero sfruttare le criptovalute per aggirare le sanzioni occidentali adottate dopo l’invasione dell’Ucraina.

Consigli

  • Da leggere Il New York Times pubblica un approfondimento sulla giovinezza in Sudafrica di Elon Musk, il patron della Tesla, che oggi mira a prendere il controllo di Twitter. I giornalisti John Eligon e Lindsey Chutel incontrano alcuni suoi vecchi compagni di scuola a Pretoria per ricostruire gli anni della sua formazione e l’ambiente in cui visse, che potrebbero aver plasmato la sua concezione (problematica) della libertà d’espressione. 

  • Da vedere Sul sito della tv Arte il reportage Dal Congo alle stelle, girato nella Repubblica Democratica del Congo, racconta la storia dell’ingegnere Jean-Patrice Keka e del suo team di collaboratori, che negli ultimi dieci anni sono riusciti a sparare cinque razzi artigianali. La storia dei “galassionauti” dimostra che la scarsità di risorse non impedisce di sognare.

  • Per imparare La Thomson foundation, in collaborazione con l’organizzazione Africa No Filter e la sua agenzia di produzione di contenuti, Bird, hanno organizzato un corso online che insegna agli aspiranti giornalisti a raccontare meglio l’Africa, evitando gli stereotipi più diffusi e i luoghi comuni. Il corso è gratuito, in inglese, dura circa tre ore e può essere seguito a blocchi. Tra gli esperti chiamati a intervenire con un breve video c’è anche il noto giornalista investigativo ghaneano Anas Aremeyaw Anas.

Questa settimana su Internazionale

  • Sul settimanale pubblichiamo un articolo sulle speculazioni finanziarie sui prezzi dei generi alimentari e un altro sui bitcoin nella Repubblica Centrafricana. Abbiamo anche un lungo ritratto di Nhlanhla “Lux” Mohlauhi, il sudafricano alla testa di un movimento xenofobo chiamato Operazione Dudula, che aggredisce i lavoratori stranieri nelle township e che all’inizio di aprile ha già causato una prima vittima.
  • Sul sito pubblichiamo un articolo di Francesca Spinelli sugli aiuti europei usati per fermare l’immigrazione dall’Africa e un articolo sulla crisi climatica e le migrazioni dalla Somalia della giornalista Sally Hayden.

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